Naturopatia Shiatsu

Naturopatia Shiatsu

Puoi scorrere lo scaffale utilizzando i tasti e

Promozione Shiatsu Natale 2015

novembre 16, 2015

 

promo shiatsu natale 2015

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Scopri cosa può fare lo Shiatsu per lo stress quotidiano! 

COS’È IL MASSAGGIO SHIATSU?

novembre 15, 2015

shiatsu_arbor_bimbiarimini

Shiatsu è una parola Giapponese che significa letteralmente “pressione con le dita” anche se si esegue con varie parti del corpo oltre le dita stesse, quali il palmo della mano, i gomiti e le ginocchia. È un’antica tecnica orientale indicata per il benessere psicofisico attraverso il riequilibrio dei punti vitali che agiscono sul funzionamento del sistema nervoso, muscolarearticolare.

Attraverso la digitopressione, stimolando i punti dell’agopuntura, si ottimizza la circolazione ed il sistema linfatico, favorendo così un miglior livello di rilassamento, utile per il recupero dell’energia fisica e mentale.

Buona parte della tensione muscolare e articolare è causata dallo stress che, sia di origine fisica che psicologica, tende ad aumentare il consumo di energia, portando stanchezza ed affaticamento. Il perdurare dello stress può condurre a dei disturbi a carico degli organi che, per mantenere le loro funzioni, lasceranno gli individui esausti e privi di energie di fronte ai compiti quotidiani, che siano professionali o ludici.

Lo Shiatsu in quanto agente stabilizzante dell’organismo intero, può stimolare anche il rilascio di mediatori chimici come le endorfine, che aumentano la sensazione di benessere con effetti positivi sull’umore e sullo stato fisico e psicologico. Quindi, oltre a diminuire lo stress e le tensioni muscolari, se visto come il percorso di crescita ed evoluzione personale che in realtà è, tenderà a portare un beneficio generale.

Calorie, grande bugia

novembre 15, 2015 1 Commento

calorie

Il corpo umano non è una fornace, ma un complesso insieme di processi biologici che metabolizza e trasforma le sostanze che ingeriamo.

Per calcolare le calorie le aziende bruciano il cibo così da misurare quanto calore possano produrre, peccato che all’interno dello stomaco noi abbiamo succhi gastrici ed enzimi piuttosto che fiamme. La vergogna è che tutto questo è risaputo da chiunque conosca un po’ di chimica, ma pare che i dietisti di tutto il mondo, con qualche rara eccezione, non siano molto informati, e questo spiega bene come mai i problemi di peso siano così presenti nel nostro mondo e come mai quasi nessuno sappia alimentarsi correttamente. Sembra quasi che sia tutto organizzato per fare del cibo e dei prodotti dietetici un business, ma forse è proprio così, non credete? L’organismo necessità di carboidrati, fibre, grassi, aminoacidi, proteine, vitamine, minerali ed acqua. Non funzioniamo come un motore a combustione a cui basta la benzina. Non li possiamo bruciare, dobbiamo digerire ed assimilare le sostanze che devono a loro volta dare energia alle nostre cellule tramite processi chimici, vedi l’ATP.

Citando il professor Paolo Manzelli, docente di chimica-fisica e direttore a Firenze del Laboratorio di ricerca e educazione innovativa:

«Il corpo dell’ uomo non è una macchina e la caloria non può essere applicata al vivente. Un errore consolidato nella società industriale, ma nel passaggio alla conoscenza l’equazione energia-lavoro meccanico è falsa. L’essere vivente non è uno scambiatore di calore come una stufa, perché il calore lo disperde. Ci si dovrebbe piuttosto soffermare sulla qualità degli alimenti…»

È inoltre utile comprendere come sia irrazionale il calcolo delle calorie, pensando che ad esempio un cucchiaio di zucchero abbia la stessa quantità di Kcal di un etto di gamberi. Risulta chiaro che a livello di digestione il consumo e l’assorbimento di sostanze sarà, nonostante lo stesso numero Kcal, ben differente.

Presentazione Massaggio Infantile da Zenzero&Salvia 13novembre h18

novembre 6, 2015

Masseuse massaging little baby girl, shallow focus

Con il massaggio si può accompagnare, proteggere e stimolare la crescita e la salute del bambino, è un mezzo efficace per comunicare ed essere in contatto.

Il Massaggio Infantile è un’antica tradizione tramandata di generazione in generazione in molte culture orientali.
Solo recentemente è stata scoperta e rivalutata in occidente per i suoi numerosi benefici sullo sviluppo e la salute del bambino.

Vi aspettiamo per condividere con Voi tutto questo!

Presentazione Massaggio Infantile da Zenzero&Salvia

Presentazione Massaggio Infantile

settembre 7, 2015

Intro aimi
Negli anni il mio interesse legato al benessere personale ha toccato molti argomenti, soffermandosi sul periodo più magico e importante che esista: i primi mesi di vita.

Per questo motivo ho studiato e mi sono impegnata per diplomarmi come Insegnante di Massaggi Infantile presso l’A.I.M.I. (Associazione Italiana Massaggio Infantile).

Il legame che si crea tra madre e neonato, sia nel pancione che in seguito tra le braccia della mamma, è fondamentale per la crescita del piccolo.
In quelle splendide prime settimane entrambi condividono la creazione di un rapporto basato sull’amore più vero ed incondizionato, una comunione sempre più intensa e profonda.

Questo legame chiamato in psicologia “Bonding” o “Attaccamento” e si crea fin da subito, in modo naturale tra la madre e il proprio bambino.

Si basa a livello fisico attraverso i sensi: dall’odore della pelle al suono della voce, dal sorriso al contatto delicato e protettivo.
Il bimbo in questo modo si sente protetto, rasserenato e nutrito anche a livello emotivo.

Attraverso il massaggio infantile questo legame può aumentare portando molti benefici sia per il neonato che per i genitori. I piccoli godranno di un rilassamento psico-fisico, che porterà sollievo da tensioni muscolari e in generale dai dolorini causati da coliche o gas, e un incremento delle difese immunitarie.

Con il massaggio si comunica naturalmente con il proprio bambino, regalandosi un momento speciale di comunicazione fatta di contatto, intimità, sguardi, sorrisi, pianti, canzoni, tenerezza, gorgoglii, amore, attenzione, empatia, rispetto, valore, sicurezza, felicità e divertimento.

Nei cinque incontri parlerò in modo esaustivo di tutti i vantaggi e vedremo in modo pratico e semplice come ottenerli.

Ho deciso di intraprendere questo percorso perché amo il mondo dei neonati, la loro splendida e vitale energia, la presenza ed il clima familiare che si crea ad ogni corso.

Sono la generazione del futuro e per questo mi piace insegnare il massaggio infantile a quante più mamme possibili. È una esperienza che mi arricchisce personalmente di conoscenza, sensibilità, mi fa evolvere come persona e un giorno mi sarà utile quando diventerò madre anch’io. 🙂

I bambini amati, rispettati e compresi diventeranno più facilmente una risorsa per loro stessi e per la società. Potranno divenire delle persone più amorevoli, rispettose, gentili, e sane sia fisicamente che emozionalmente.

Mi piace accompagnare i genitori in questo percorso così delicato e amorevole.

Qui di seguito il video di presentazione sul massaggio infantile. Mamme vi aspetto con entusiasmo insieme ai vostri bebè! Anche i papà sono ovviamente i benvenuti! Durante l’incontro condivideremo un rinfresco a base di frutta, dolci fatti in casa e centrifugati di frutta, così da conoscerci in un clima sereno e accogliente! A presto!:)

Luz

Premessa

marzo 12, 2012

La scelta di iniziare a parlare di alimentazione è puramente volontaria, in quanto sono fermamente convinta che la maggior parte delle malattie derivi dall’ alimentazione, dall’ emozioni represse e dall’ignorare cosa sia l’ igienismo, argomenti che tratterò in maniera più approfondita in questo blog. Come Naturopata mi piace informare e fungere da guida a chi vuole curiosare, a chi vuole sperimentare, a chi è confuso, e a chi vuole conoscere, capire, crescere e persino ‘illuminarsi’… perchè no.. tutto può succedere mentre si legge e si interiorizzano certi concetti..:) Per cui buona lettura e per qualunque domanda, ne discuteremo tranquillamente tra un sorso di tisana fumante e colpi di click, virtualmente in queste pagine.. 🙂  A presto.

Luz

Evoluzione e alimentazione

marzo 11, 2012

Nonostante l’uomo si sforzi di nascondere a se stesso la verità, la realtà è una sola (e la dimostreremo successivamente): noi non siamo carnivori. Analizzando con scrupolosità il corpo umano e i suoi processi digestivi, non si può che giungere a questa conclusione. Molti biologi e fisiologi sono d’accordo nell’affermare che l’uomo, in realtà, non è fisiologicamente “costruito” per mangiare carne, e offrono prove estremamente convincenti.

Vediamo quali: la classe dei carnivori ha una struttura fisica predatoria (artigli, canini sviluppati), intestino breve (solo 3 volte la lunghezza del tronco) e fortemente acido (10 volte di più di un normale erbivoro) che serve ad evitare una sosta troppo prolungata della carne ingerita (in quanto essa è facilmente putrescibile)e per neutralizzarne le sostanza tossiche.

Vediamo come avviene la digestione della carne: una volta giunta nello stomaco la carne ha bisogno, per essere digerita, della secrezione di succhi gastrici ricchissimi di acido idrocloridico. I carnivori, infatti, secernono grandi quantità di acido idrocloridrico, atto a sciogliere le ossa. Il tratto intestinale dove avviene l’ultima parte della digestione, che serve a far passare gli elementi nutrivi nel sangue, deve per forza di cose essere meno lungo possibile: si deve considerare, infatti, che il pezzo di carne altro non è che un cadavere in putrefazione che crea velenosi rifiuti all’interno del corpo. Il carnivoro, quindi, deve liberarsene il più presto possibile. Il problema, per i non carnivori, è la lunghezza del tratto intestinale, che a volte è lungo addirittura 20 volte il tronco. Se i non carnivori mangiassero carne, questa rimarrebbe nel loro corpo un tempo troppo lungo, avvelenandoli. Passiamo alla classe degli erbivori: struttura fisica forte ma non aggressiva dentatura priva di veri incisivi superiori per addentare frutti, e canini per dilaniare; intestino lungo sino a 20 volte il tronco, enzima digestivo capace di trasformare e assimilare la cellulosa delle piante. Gli erbivori secernono una quantità minima di acido idrocloridrico, non sufficiente a digerire del tutto la carne.

Poi c’è la classe degli onnivori, parenti stretti dei carnivori, che conservano una certa aggressività e sono simili in molte caratteristiche fisiche ai carnivori; molti, ad esempio, non collocano il cane tra i carnivori, poiché se nutrito di sola carne esso muore. Adesso osserviamo l’uomo: struttura fisica non aggressiva, tubo digerente lungo 12 volte la lunghezza del tronco, mandibole deboli e non pronunciate, secrezione salivare idonea (grazie alla ptialina) agli amidi dei cereali, dentatura sviluppata soprattutto negli incisivi per mordere e addentare frutti e nei molari piatti e robusti per macinare semi, stomaco debole e poco acido, che non possiede gli enzimi adatti a neutralizzare le sostanze tossiche prodotte dalla decomposizione della carne; inoltre il suo intestino ha bisogno di stimoli che favoriscano il movimento peristaltico: frutti, cereali ed ortaggi hanno queste capacità, la carne no. L’intestino crasso, inoltre, per ottimizzare la sua funzione deve avere un contenuto acido: i semi, le radici e i frutti lasciano nel crasso residui acidi, mentre le carni lasciano residui alcalini: ammoniaca e basi diverse. Fisiologicamente l’uomo è più simile ai mangiatori di piante e agli animali da pascolo e da foraggio (come le scimmie, gli elefanti e le mucche), che non ai carnivori come tigri e leopardi. I carnivori, ad esempio, non traspirano dalla pelle: la temperatura corporea viene regolata con il respiro accelerato e l’estrusione della lingua. Gli animali vegetariani, invece, sono dotati di pori sudoriferi per eliminare le impurità e regolare la temperatura. Pare proprio che l’uomo non rientri né nella classe dei carnivori, né in quella degli onnivori, anzi per alcune caratteristiche fisiche potrebbe essere accostato ai frugivori (come le scimmie) ed in modo minore ai granivori (scoiattoli e topi). Vediamo perché: l’uomo ha una mano pensile come le scimmie e i roditori, atta ad afferrare e cogliere frutti ed oggetti tondeggianti. Inoltre, se consideriamo la placenta, quella umana è discoidale, come quella delle scimmie antropoidi. Sembra dunque che l’uomo abbia come cibo elettivo i semi, la frutta, la verdura e gli ortaggi. Quale conclusione dovremmo dunque trarre da questa breve analisi scientifica? Esistono prove evidenti del fatto che gli esseri umani non sono adatti a mangiare carne, e chi decide volontariamente di ignorare tali prove, se ne assume tutte le responsabilità.

Concludendo:

Struttura fisica:predatoria con artigli, canini e molari appuntiti nei carnivori ed onnivori. Non offensiva, unghie piatte e senza artigli in erbivori e uomo.

Mascella: si muove solo giù e su in carnivori ed onnivori, anche lateralmente in erbivori e uomo.

Ghiandole salivari: piccole nei carnivori, ben sviluppate in onnivori, erbivori e uomo.

Saliva: reazione acida in carnivori ed onnivori, alcalina in erbivori ed esseri umani.

Pitalina: (enzima digestivo contenuto nella saliva che scinde gli amidi in zuccheri solubili): non presente in carnivori ed onnivori, presente in erbivori ed esseri umani.

Urine: reazione acida in carnivori ed onnivori, reazione alcalina in erbivori ed esseri umani.

Stomaco: capacità del 60-70% del volume totale del tratto digestivo in carnivori ed onnivori, meno del 30% negli erbivori, dal 21% al 27% nell’uomo.

Tubo digerente: 3 volte la lunghezza del corpo nei carnivori, 10 volte la lunghezza del corpo in onnivori ed erbivori, 12 volte la lunghezza del corpo nell’uomo (questo fa si che la carne transiti a lungo nell’organismo, putrefacendosi e diffondendo tossine).

Ph: minore o uguale a 1 (con cibo in stomaco) in carnivori ed onnivori, ph= 4-5 (con cibo in stomaco) in erbivori ed esseri umani.

Produzione di HCl (acido cloridrico, costituente principale dei succhi gastrici atti a digerire sopratutto le proteine e a rendere assorbibili alcuni minerali): nei carnivori dieci volte maggiore rispetto agli erbivori, negli onnivori meno dei carnivori ma sempre maggiore rispetto agli erbivori. Pochissima produzione di HCl invece in erbivori ed esseri umani.

Persistenza nell’organismo della tossina della carne: rimane in circolo poche ore nei carnivori, un po’ di più negli onnivori ma decisamente meno rispetto all’uomo. Nell’uomo rimane in circolo fino ad altre 140 ore dopo l’assunzione.

Produzione di uricasi (enzima necessario a neutralizzare l’eccesso di acido urico derivante dal metabolismo delle proteine): presente in carnivori ed onnivori, assente in erbivori e essere umani.

Motivazioni

febbraio 27, 2012

Nostro dovere è prendere parte alla vita e averne cura.
Il rispetto reverenziale per tutte le forme di vita rappresenta il comandamento più importante nella sua forma più elementare.
Ovvero, espresso in termini negativi
“Non uccidere”.
Prendiamo così alla leggera questo divieto che ci troviamo a cogliere un fiore senza pensarci, a pestare un povero insetto senza pensarci, senza pensare, orribilmente ciechi, non sapendo che ogni cosa si prende le proprie rivincite, non preoccupandoci della sofferenza del nostro prossimo, che sacrifichiamo ai nostri meschini obiettivi terreni.

Albert Schweitzer, “Reverence for Life”

Adottare una dieta vegetariana è saggio, è salutare, è compassionevole, è economico, è pacifico, è ecologico, è nobile.

Vediamo più da vicino le motivazioni più importanti:

Motivi religiosi: i più grandi saggi e illuminati della storia raccomandano a chi segue un cammino di evoluzione interiore di non mangiare carne. Uno dei pilastri comuni a tutte le grandi religioni della terra è rappresentato dalla compassione verso ogni essere vivente, da cui consegue il divieto di uccidere.

In effetti, nella religione cristiana, il celebre quinto comandamento non pone limiti in questo senso: non dice ‘’Non uccidere gli esseri umani’’. In realtà la sua traduzione letterale dall’ebraico equivale a ‘’non commettere alcun genere di uccisione’’. Questo perché il Cristianesimo, come il Buddhismo, l’Induismo, l’Islamismo e l’Ebraismo è una religione che, alle origini, faceva del vegetarianismo uno dei fondamenti della sua dottrina.

Poi Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme; saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde. E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
(Genesi, 1. 29, 31)

Chi ha ucciso un bue è come se avesse ammazzato un uomo.”
(Isaia, 66. 3)

In futuro, alcuni sciocchi sosterranno che io ho dato il permesso di mangiare carne, e che io stesso ne ho mangiata, ma io non ho permesso a nessuno di mangiare carne, non lo permetterò ora, non lo permetterò in alcuna forma, in alcun modo e in alcun luogo. E’ incondizionatamente proibito a tutti
(Buddha)

Quindi possiamo affermare che il nutrirsi, che è un atto naturale e abituale dell’uomo, può in questa prospettiva religiosa essere un mezzo per diventare consapevole.

Motivi ecologici: una dieta a base di vegetali ha un’impronta ecologica molto più ridotta rispetto a una che contiene prodotti animali. Si parla di animali “tecnologici”, di “macchine” perché non sono rispettati i principi della biologia, della fisiologia, dell’etologia nei confronti degli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi il cui fine unico è esclusivamente la maggior produzione possibile. L’alimentazione a base di mangimi composti da farine di carne (anche per gli erbivori), scarti di macellazioni, zuccherifici, oleifici chimicamente inquinati, da riciclaggio di deiezioni, arricchiti da minerali, vitamine sintetiche e additivi chimici può provocare patologie: arteriosclerosi, ulcere, tumori, anemie, tossicosi, turbe gastro-intestinali, infezioni dismetaboliche. Per prevenirle o curale vengono somministrati agli animali farmaci, in particolare antibiotici e cortisonici che aprono la strada ad altre patologie come la peste suina, l’encefalopatia spongiforme dei bovini, la tubercolosi, la brucellosi, l’idatidosi (le ultime tre sono trasmettibili all’uomo).

Inoltre tra i motivi ecologici altrettanto validi a favore del vegetarianismo, ci sono gli enormi sprechi di risorse necessari per mantenere gli allevamenti intensivi di “bestiame da macello”, condotti con criteri disumani, la distruzione di foreste millenarie e di terreni fertili, soprattutto nel terzo mondo, per creare pascoli. Solo il 19% delle foreste tropicali vengono abbattute per ricavare legname. La quasi totalità viene abbattuta per far posto a pascoli per bovini. Le deiezioni provenienti dagli allevamenti intensivi USA inquinano l’acqua più di tutte le altre fonti industriali raggruppate, il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soli 5 kg di carne bovina (consumati in meno di una settimana da una famiglia media americana) serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno. Nell’agosto 2004 si è tenuta la consueta ‘’Settimana Mondiale dell’Acqua’’, a Stoccolma, durante la quale gli esperti hanno spiegato che le riserve d’acqua non saranno sufficienti a far vivere i nostri discendenti con la stessa dieta oggi imperante in Occidente, ma hanno affermato che sarà necessario ridurre il consumo di alimenti di origine animale.

Spreco di energia. Le calorie di combustibile fossile spese per produrre una caloria di proteine dalla soia sono pari a 2; per grano, servono 3 calorie, per il latte 36, per il manzo 78. Il Brasile conta 16 milioni di persone malnutrite. Ed esporta 16 milioni di tonnellate di soia per mangimi animali 1000 kg di soia l’anno per ogni individuo malnutrito! In Messico, milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. Nel 1960, il bestiame consumava il 5% dei cereali prodotti. Nel 2003, il 45%. Allo stesso modo, per l’Egitto, si è passati dal 3% al 31%, per la Cina dall’8% al 28%. Per produrre 1 kg di carne bovina devono essere usati come mangimi circa 15 kg di vegetali (cereali, proteaginose). Perché? Perché la maggior parte del cibo ingerito viene speso in forma di energia, per far vivere l’animale, non va a formare i suoi tessuti. L’economista Francès Moore Lappè ha calcolato che in un anno, nei soli Stati Uniti, sono stati prodotte 145 milioni di tonnellate di cereali e soia. Per conto, sono stati ricavati 21 milioni di tonnellate di carne, latte, uova. Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di tonnellate di cibo sprecato: questo cibo, avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della terra! Gli animali erbivori usano l’energia contenuta nell’erba e nei cereali per crescere, sviluppare muscoli e grasso e per il metabolismo. Se un animale carnivoro mangia l’erbivoro, non riesce ad ottenere tutta l’energia contenuta in quei vegetali, ma solo una piccola parte (quella che l’erbivoro ha immagazzinato nei suoi tessuti). Questa parte di solito non supera il 10%.

Motivi di salute: la totalità della scienza medica concorda che una dieta ricca di frutta e verdura è fondamentale nella prevenzione di moltissime malattie. E l’ADA (American Dietetic Association) afferma che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie.

Infine tra i vari motivi che possono influire sulla scelta di una dieta ve n’è anche uno che potremmo chiamare: motivo “naturalistico. Secondo questo criterio uno dovrebbe nutrirsi nel modo che è per lui naturale, cioè per cui la natura gli ha dato specifici adattamenti per le sue caratteristiche fisiologiche affini a quelle delle scimmie e assai diverse da quelle degli animali carnivori, non è onnivoro bensì frugivoro, ossia predisposto ad un’alimentazione a base di frutti e semi.

I Tipi di Vegetarianismo

febbraio 27, 2012

Sono vegetariano per passione perché in tal modo posso usare meglio il mio cervello.

Thomas Alva Edison, inventore (1847-1931 d.C.)

La confusione riguardo le diete vegetariane è ancora parecchia e non sempre è facile orientarsi tra tante scelte diverse, talvolta fatte anche con motivazioni assai differenti. Di seguito vediamo a grandi linee quante e quali tipologie di vegetariani ci sono. Per fare un po’ di chiarezza vediamo quanti tipi di vegetariani ci sono e cosa mangiano o non mangiano.

Latto-ovo-vegetariani: Sono quelli più numerosi. Non mangiano nessun tipo di animale (né carne, né pesce) ma consumano i prodotti animali, ad esempio latte, latticini e uova.

 

Latto-vegetariani: Non consumano carne, pesce e uova. Utilizzano il latte ed i suoi derivati. Latte-vegetariana è ad esempio l’alimentazione ayurvedica, seguita in particolare da chi pratica lo yoga e che sconsiglia fortemente l’assunzione di carne, pesce, uova e anche di aglio, cipolla e funghi, ritenuti tutti cibi “tamasici”, cioè non adatti allo sviluppo completo dell’essere umano poiché apportano un tipo di energia che rende statici ed inerti fisicamente, mentalmente e spiritualmente.

 

Ovo-vegetariani: Non consumano carne, pesce e latticini. Mangiano le uova.

 

Vegani, o vegetaliani: Mentre il vegetariano sceglie di non mangiare animali di alcun tipo, il vegan evita di mangiare e di utilizzare anche tutto ciò che ha a che fare con gli animali e che implica il loro sfruttamento, la violenza nei loro confronti e l’inevitabile morte. Di conseguenza, chi opta per lo stile di vita vegan non consuma né utilizza alcun prodotto di origine animale, neppure uova, formaggi, latte e latticini, yogurt vaccino, miele, pelle, pellicce, cuoio, piume, lana, seta, perle, spugne di mare ecc. I vegan consumano con grande varietà tutti i prodotti vegetali commestibili di terra e di mare: verdura, frutta, cereali (tutti e non solo pasta e riso), legumi, semi oleaginosi, frutta secca, alghe. Questo tipo di scelta nasce principalmente da motivazioni etiche, legate al rispetto verso ogni essere senziente in un’ottica antispecista e biocentrica e non più antropocentrica. Porta con sé un senso corale della vita, dove la consapevolezza dell’interdipendenza prevale su ogni forma di ideologia di dominio. Il veganismo costituisce la naturale evoluzione del vegetarismo, quando esso è praticato per ragioni etiche e animaliste, con ripercussioni maggiormente positive anche sul piano sociale ed ecologico poiché influisce in maniera ancora più ridotta sulle risorse complessive del pianeta.

Donald Watson: Il termine vegan nasce dalla contrazione di vegetarian ed è stato coniato da Donald Watson, che nel 1944 fondò a Londra la Vegan Society. Donald Watson è nato il 2 settembre 1910 ed è deceduto il 16 novembre 2005 all’età di 95 anni. Egli è diventato vegetariano nel 1924, cioè da quando aveva 14 anni, ed è poi passato al veganismo circa 20 anni dopo, perciò è stato vegetariano per 81 anni e vegan per 61. La sua lunga vita dovrebbe indurci a sfatare il falso mito che senza carne e prodotti animali non si può vivere. Naturalmente Watson non è l’unico vegan così longevo e anche tra i personaggi illustri quelli vissuti fino a tarda età spesso sono vegetariani (“long term vegan and vegetarian”).

 

Fruttariani: abbracciano una scelta di vita e alimentare a tutto campo, poiché questo modo di alimentarsi è il più rispettoso possibile verso ogni forma di vita, non soltanto verso quelle senzienti (cioè gli animali) ma si estende anche al mondo vegetale. I fruttariani infatti si nutrono unicamente di quel cibo vegetale che non comporta la morte della pianta, evitando in particolare tutte le radici, i tuberi e i bulbi, come ad esempio carote, rape, cipolle, patate ecc. Essi mangiano tutti i tipi di frutti, compresi pomodori, peperoni, zucche, zucchine, melanzane, frutta secca come noci, nocciole, mandorle, includendo talvolta anche i semi, in particolare germogliati. Vi sono persone che optano per questa scelta anche per motivazioni salutistiche, sulla base della fisiologia umana che è quella di un primate frugivoro. Questo tipo di alimentazione è in assoluto la più rispettosa di tutte le forme di vita.

 

Crudisti: Un discorso a parte meritano i crudisti che, come si evince dalla loro definizione, mangiano soltanto cibi crudi, in particolare frutta e verdura ma anche noci e semi oleaginosi. I crudisti escludono dalla loro alimentazione tutti gli alimenti che per essere consumati richiedono di essere cotti, come ad esempio i cereali e i legumi (che mangiano solo germogliati); evitano anche la carne e il pesce, anche se ve ne sono alcuni che li consumano crudi. L’alimentazione crudista è generalmente praticata per motivi salutistici e fonda la propria ragione d’essere sull’osservazione che la cottura degli alimenti è una pratica relativamente recente in rapporto alla lunga evoluzione umana, perciò poco compatibile con le reali necessità fisiologiche del nostro organismo: un’osservazione che trova conferma anche nel fatto che i cibi cuocendo perdono parte dei loro nutrienti e in più con certi tipi di cottura accumulano sostanze tossiche.

Macrobiotici: Un’altra menzione a parte va ai macrobiotici, una categoria di persone solitamente compresa tra i vegetariani, poiché la loro alimentazione esclude quasi completamente il consumo di prodotti animali, anche di latticini e uova, con l’eccezione di un consumo occasionale del pesce. Tuttavia va sottolineato che la macrobiotica è una scelta alimentare che in linea di massima non viene fatta per motivazioni etiche bensì essenzialmente salutistiche, perciò l’adesione ai suoi principi guida è generalmente piuttosto elastica. Non tutti i macrobiotici possono quindi ritenersi vegetariani, anche se alcuni di loro, per quanto riguarda l’alimentazione, sono di fatto vegan. La scelta alimentare macrobiotica è finalizzata al conseguimento e al mantenimento dell’equilibrio energetico e psico-fisico nell’essere umano: i macrobiotici seguono infatti una dieta basata sulla combinazione energetica degli alimenti, tenendo conto della suddivisione tra cibi yin e yang, dove alcuni di essi (cereali integrali, verdure, legumi) sono ritenuti nel loro complesso molto più equilibrati di altri e perciò apportatori di una buona qualità energetica per l’organismo umano, mentre altri (carne, latte e derivati, uova, zucchero, alcolici, farmaci e sostanze chimiche) sono invece troppo sbilanciati al fine del mantenimento di una buona salute. Inoltre vengono escluse anche le solanacee: patate, pomodori, melanzane, peperoni, in quanto acidificanti per l’organismo. La cucina macrobiotica predilige i cibi cotti, non incoraggia l’assunzione della frutta e di abbondanti liquidi (poiché sono già presenti negli alimenti) ed in linea generale sconsiglia tutti gli eccessi.

George Bernard Shaw

Un simpatico aneddoto riguardante il famoso commediografo e scrittore irlandese George Bernard Shaw, premio Nobel per la letteratura nel 1925, vegetariano per scelta etica e morto all’età di 94 anni. Quando decise di diventare vegetariano i medici che consultò gli pronosticarono una vita di malattie e carenze dovute alla sua scelta alimentare (incredibile ma vero: molti medici si comportano a tutt’oggi nello stesso modo verso i loro pazienti vegetariani e vegan). Come ulteriore minaccia gli predissero che senza carne non solo non avrebbe conservato la salute, ma non sarebbe neppure sopravvissuto a lungo. Ma Shaw, da buon irlandese cocciuto e convinto del valore della sua scelta, restò fermo nei suoi propositi. In tarda età gli fu chiesto se avesse poi informato questi medici così allarmisti del fatto che le cose non fossero andate affatto come essi gli avevano predetto. Allargando le braccia e alzando gli occhi al cielo egli rispose con la sua consueta prontezza di spirito: “Non ho potuto farlo, perché erano già tutti morti da tempo!”. Tra l’altro è di George Bernard Shaw la celebre citazione: “Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici“.

La Scelta Vegetariana

febbraio 27, 2012

Un essere umano è parte di un intero chiamato Universo.
Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualcosa di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una specie di prigione.
Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione attraverso l’allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione,
sino a includere tutte le creature viventi e l’interezza della natura nella sua bellezza.

Albert Einstein

La scelta di adottare un’ alimentazione basata su cibi vegetali può prendere origine da motivazioni diverse che possono prendere spunto da aspetti etici, eco-ambientalisti, sociali e salutistici.

In questo blog affronteremo gli aspetti salutistico/nutrizionali, al fine di illustrare gli innumerevoli vantaggi apportati alla salute da una dieta a base di alimenti vegetali.

Per una dieta vegetariana equilibrata non è necessario eseguire centomila calcoli o consultare un nutrizionista. Come per qualunque altro tipo di dieta, compresa quella “onnivora”, sono necessarie solamente alcune attenzioni ed un po’ di tempo.

Perciò, dagli onnivori ai vegetariani, ai crudisti, ai fruttariani, per avere una dieta equilibrata c’è  bisogno di leggere e informarsi. E, tutto sommato, è più facile ottenere una dieta equilibrata come vegetariani che come carnivori.

I dati relativi agli studi epidemiologici sui vegetariani dei paesi occidentali, condotti negli ultimi 40 anni, hanno documentato un ridotto rischio di malattie croniche, un aumento della longevità, ridotti valori di peso corporeo e pressione arteriosa, e d un miglior stato generale di salute. Gli individui che consumano elevate quantità di cibi vegetali evidenziano un rischio ridotto per molte malattie croniche, mentre gli individui che consumano elevate quantità di carne e grassi animali presentano un rischio più alto.

Sulla base di tali acquisizioni, condotte da studiosi di tutto il mondo, le principali società scientifiche internazionali per la prevenzione dei tumori e dell’arteriosclerosi hanno prodotto delle linee guida per un sano stile di vita, atto a ridurre il rischio di queste malattie. L’alimentazione ideale per la prevenzione di queste malattie risulta ricca di fibre, povera di grassi (specialmente animali), con abbondanti porzioni di frutta e verdura. E’ facile riconoscere le caratteristiche della dieta vegetariana.

L’ADA (American Dietetic Association) dal 1987 ha emanato la propria posizione ufficiale sulle diete vegetariane, in cui dichiara che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la Salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Tale posizione viene periodicamente aggiornata.

L’ADA sancisce inoltre che le diete vegetariane e vegane ben bilanciate sono adatte a tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusi gravidanza e allattamento, e che soddisfano le esigenze nutrizionali di neonati, bambini e adolescenti, garantendo una crescita normale. Dunque, quanto appena detto dovrebbe, tranquillizzare molto la morale comune sugli “scompensi” e le paure che ruotano attorno ad una scelta vegetariana o vegana.

I risultati delle Ricerche sui Vegetariani sono stati pubblicati e sono disponibili nella Letteratura medico-scientifica internazionale.