Nostro dovere è prendere parte alla vita e averne cura.
Il rispetto reverenziale per tutte le forme di vita rappresenta il comandamento più importante nella sua forma più elementare.
Ovvero, espresso in termini negativi
“Non uccidere”.
Prendiamo così alla leggera questo divieto che ci troviamo a cogliere un fiore senza pensarci, a pestare un povero insetto senza pensarci, senza pensare, orribilmente ciechi, non sapendo che ogni cosa si prende le proprie rivincite, non preoccupandoci della sofferenza del nostro prossimo, che sacrifichiamo ai nostri meschini obiettivi terreni.
Albert Schweitzer, “Reverence for Life”

Adottare una dieta vegetariana è saggio, è salutare, è compassionevole, è economico, è pacifico, è ecologico, è nobile.
Vediamo più da vicino le motivazioni più importanti:
Motivi religiosi: i più grandi saggi e illuminati della storia raccomandano a chi segue un cammino di evoluzione interiore di non mangiare carne. Uno dei pilastri comuni a tutte le grandi religioni della terra è rappresentato dalla compassione verso ogni essere vivente, da cui consegue il divieto di uccidere.
In effetti, nella religione cristiana, il celebre quinto comandamento non pone limiti in questo senso: non dice ‘’Non uccidere gli esseri umani’’. In realtà la sua traduzione letterale dall’ebraico equivale a ‘’non commettere alcun genere di uccisione’’. Questo perché il Cristianesimo, come il Buddhismo, l’Induismo, l’Islamismo e l’Ebraismo è una religione che, alle origini, faceva del vegetarianismo uno dei fondamenti della sua dottrina.
“Poi Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme; saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde. E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.”
(Genesi, 1. 29, 31)
“Chi ha ucciso un bue è come se avesse ammazzato un uomo.”
(Isaia, 66. 3)
“In futuro, alcuni sciocchi sosterranno che io ho dato il permesso di mangiare carne, e che io stesso ne ho mangiata, ma io non ho permesso a nessuno di mangiare carne, non lo permetterò ora, non lo permetterò in alcuna forma, in alcun modo e in alcun luogo. E’ incondizionatamente proibito a tutti”
(Buddha)
Quindi possiamo affermare che il nutrirsi, che è un atto naturale e abituale dell’uomo, può in questa prospettiva religiosa essere un mezzo per diventare consapevole.
Motivi ecologici: una dieta a base di vegetali ha un’impronta ecologica molto più ridotta rispetto a una che contiene prodotti animali. Si parla di animali “tecnologici”, di “macchine” perché non sono rispettati i principi della biologia, della fisiologia, dell’etologia nei confronti degli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi il cui fine unico è esclusivamente la maggior produzione possibile. L’alimentazione a base di mangimi composti da farine di carne (anche per gli erbivori), scarti di macellazioni, zuccherifici, oleifici chimicamente inquinati, da riciclaggio di deiezioni, arricchiti da minerali, vitamine sintetiche e additivi chimici può provocare patologie: arteriosclerosi, ulcere, tumori, anemie, tossicosi, turbe gastro-intestinali, infezioni dismetaboliche. Per prevenirle o curale vengono somministrati agli animali farmaci, in particolare antibiotici e cortisonici che aprono la strada ad altre patologie come la peste suina, l’encefalopatia spongiforme dei bovini, la tubercolosi, la brucellosi, l’idatidosi (le ultime tre sono trasmettibili all’uomo).
Inoltre tra i motivi ecologici altrettanto validi a favore del vegetarianismo, ci sono gli enormi sprechi di risorse necessari per mantenere gli allevamenti intensivi di “bestiame da macello”, condotti con criteri disumani, la distruzione di foreste millenarie e di terreni fertili, soprattutto nel terzo mondo, per creare pascoli. Solo il 19% delle foreste tropicali vengono abbattute per ricavare legname. La quasi totalità viene abbattuta per far posto a pascoli per bovini. Le deiezioni provenienti dagli allevamenti intensivi USA inquinano l’acqua più di tutte le altre fonti industriali raggruppate, il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soli 5 kg di carne bovina (consumati in meno di una settimana da una famiglia media americana) serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media americana in un anno. Nell’agosto 2004 si è tenuta la consueta ‘’Settimana Mondiale dell’Acqua’’, a Stoccolma, durante la quale gli esperti hanno spiegato che le riserve d’acqua non saranno sufficienti a far vivere i nostri discendenti con la stessa dieta oggi imperante in Occidente, ma hanno affermato che sarà necessario ridurre il consumo di alimenti di origine animale.
Spreco di energia. Le calorie di combustibile fossile spese per produrre una caloria di proteine dalla soia sono pari a 2; per grano, servono 3 calorie, per il latte 36, per il manzo 78. Il Brasile conta 16 milioni di persone malnutrite. Ed esporta 16 milioni di tonnellate di soia per mangimi animali 1000 kg di soia l’anno per ogni individuo malnutrito! In Messico, milioni di persone soffrono di denutrizione cronica. Nel 1960, il bestiame consumava il 5% dei cereali prodotti. Nel 2003, il 45%. Allo stesso modo, per l’Egitto, si è passati dal 3% al 31%, per la Cina dall’8% al 28%. Per produrre 1 kg di carne bovina devono essere usati come mangimi circa 15 kg di vegetali (cereali, proteaginose). Perché? Perché la maggior parte del cibo ingerito viene speso in forma di energia, per far vivere l’animale, non va a formare i suoi tessuti. L’economista Francès Moore Lappè ha calcolato che in un anno, nei soli Stati Uniti, sono stati prodotte 145 milioni di tonnellate di cereali e soia. Per conto, sono stati ricavati 21 milioni di tonnellate di carne, latte, uova. Facendo la differenza, si ottengono 124 milioni di tonnellate di cibo sprecato: questo cibo, avrebbe assicurato un pasto completo al giorno a tutti gli abitanti della terra! Gli animali erbivori usano l’energia contenuta nell’erba e nei cereali per crescere, sviluppare muscoli e grasso e per il metabolismo. Se un animale carnivoro mangia l’erbivoro, non riesce ad ottenere tutta l’energia contenuta in quei vegetali, ma solo una piccola parte (quella che l’erbivoro ha immagazzinato nei suoi tessuti). Questa parte di solito non supera il 10%.
Motivi di salute: la totalità della scienza medica concorda che una dieta ricca di frutta e verdura è fondamentale nella prevenzione di moltissime malattie. E l’ADA (American Dietetic Association) afferma che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie.
Infine tra i vari motivi che possono influire sulla scelta di una dieta ve n’è anche uno che potremmo chiamare: motivo “naturalistico”. Secondo questo criterio uno dovrebbe nutrirsi nel modo che è per lui naturale, cioè per cui la natura gli ha dato specifici adattamenti per le sue caratteristiche fisiologiche affini a quelle delle scimmie e assai diverse da quelle degli animali carnivori, non è onnivoro bensì frugivoro, ossia predisposto ad un’alimentazione a base di frutti e semi.